IT

IT, il trailer cinematografico che fa paura ai clown

Che un film come il remake di IT può fare paura non è una notizia che stupisce, ma che spaventa i clown lascia senza parole.
Da tempo si è a conoscenza di una fobia che nasce dalla paura dei clown dal nome coulrofobia. Va specificato comunque che tale paura non è ancora riconosciuta dall’Oms. Eppure bambini e adulti hanno paura dei clown!

Che i clown professionisti, come Guilford Adams da ventanni impegnato a Los Angeles a far ridere i più piccoli, siano arrabbiati con il trailer di IT, imputando a questo una delle cause della crisi nel settore dei pagliacci, mi sembra eccessivo.

I film horror hanno sempre avuto una funzione catartica sulle persone che ne apprezzano il genere. Avere paura di quello che si vede e immedesimarsi nei protagonisti sono i passaggi fondamentali per godere alla fine del film, del sollievo e la gioia perché tutto è finito.

IT, come tutti i film dell’orrore, non è immune da questo meccanismo. Va ricordato comunque che il film in questione è un remake e come tale va affrontato. Inoltre film dell’orrore, come venivano fatti una volta, personalmente, non ne vedo da molto tempo.

Tanto per rincuorare Guilford Adams, mi viene da dirgli di restare tranquillo. Il trailer è fatto molto bene, ma non fa paura. Quello che potrebbe spaventare è la mano di Stephen King dietro alla storia. Ma questo, come ho già detto, è solo un remake.

La struttura è molto semplice ma efficace. Ha una introduzione dei personaggi e dell’atmosfera, pacata ma che preannuncia tragedia. Uno sviluppo centrale che serve a raccontare la trama, ricco di effetti audio che rimarcano sensazioni di sospensione dell’azione, andate a nero e scene surreali. C’è il crescendo di tensione, audio e video e poi dopo l’apparente calma, c’è il finale con il classico colpo di scena. Infine, tanto per non farci mancare un classico dei trailer horror, c’è una inquadratura “inquietante” dopo il titolo.
Nel complesso il lavoro è costruito bene, ma rispetta molto i canoni dei trailer horror e quindi poco efficace.

Per rispondere a Guilford Adams: l’horror è horror, deve fare paura, anche se parla di geometri.

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