Rebel, il tradimento. Ecco il booktrailer.

Devo ammettere che non ho mai affrontato un booktrailer per lavoro, ma mi é già capitato di dover promuovere qualcosa pur non avendo o non potendo far vedere niente di ciò che promuovevo. E allora cosa si fa in questi casi? Si usa la fantasia e si fa vedere qualcosa che non c’è, realmente.
Ma non sembra essere stato così con Rebel, il tradimento secondo libro di una saga fantasy di Alwyn Hamilton, edito da Giunti.

Ma allora l’utilità di un prodotto come questo in cosa consiste?

Partendo dal presupposto che non ci sia grande interesse intorno ai booktrailer e che non siano dotati di grande appeal, l’investimento economico ed intellettuale sembra essere ridotto al minimo.

In secondo luogo, ma sarebbe sbagliato considerarlo di secondaria importanza, chi ha commissionato il lavoro (colui che paga per intenderci e non l’autore del libro) ha già le idee chiare di chi sarà il pubblico per questo romanzo. Intendiamoci, loro ne sanno più di me di questo libro, ma in questo modo il booktrailer non ha nessun valore, raggiunge forse solo chi é già interessato al tipo di narrativa. Dalle immagini più che trattarsi di un libro fantasy, sembra però essere un romanzo rosa d’avventura.

Infine c’è il problema tempo/economico che non va sottovalutato. Che sia o meno un professionista colui che ha fatto questo booktrailer, ha sicuramente ricevuto un brief molto preciso alla voce tempo e budget: tempo zero e budget poco.

Questo riapre in me una polemica sull’abbattimento intellettuale, professionale ed economico riguardo al mercato del lavoro nella mia professione. Sempre più spesso ci si affida a chi ha appena iniziato ed è disposto a fare di tutto offrendosi ad un quarto del valore del lavoro.
Ci tengo a sottolineare che non biasimo chi cerca di entrare nel modo del lavoro proponendosi a basso costo per imparare, ma critico coloro che li assumono come se ingaggiassero affermati professionisti, solo per risparmiare.

E questo ci porta inevitabilmente ad essere diretti da coloro che investono i soldi e che si sentono sempre più geniali direttori artistici.
Ma questo ahimè ci porta a vedere lavori come il booktrailer di Rebel, il tradimento, che sicuramente è un libro degno di nota, trattati in questo modo.

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