Vinicio Capossela, le ombre e gli spaventi

Vinicio Capossela è tornato e ci porta tra le ombre. Il cantore della geografia, della musica e del fantastico ci prende per mano e ci accompagna tra le Canzoni della Cupa e altri spaventi il suo nuovo tour teatrale.

Quello di cui parliamo non è un vero trailer, ma sarebbe potuto essere diverso, perchè di materiale per farene uno ce n’era in abbondanza.

Le rappresentazioni narrative, nei concerti di Vinicio Capossela, si prestano a suggestive visioni. Le sue canzoni ti legano le budella e sguinzagliano reminiscenze di vite vissute, lasciandoti felice sul fondo, nel paradiso dei calzini… Sì, di corpo sia audio che video ce n’era per realizzare un trailer d’autore, ma così non è stato. Perchè?

Non credo sia a causa di incapacità o di una svista imperdonabile, semplicemente non ce n’era bisogno.

Slegato, confuso, didascalico ma “Come la luce rivela il visibile… l’ombra svela l’invisibile”.
Vinicio è come un folletto dei boschi con in testa un cappello fatto da rami intrecciati. La sua barba è cespugliosa e il suo corpo s’è fatto ombra pronto a sfidare se stesso.

Ma la promozione prima di fare poesia, ha bisogno anche di un forte richiamo per il pubblico. Ecco che entra in gioco il carisma ipnotico di Capossela, con il suo canto sussurrato, il profilo grottesco e un urlo in lontananza che richiama l’attenzione. Il ballo di San Vito è l’ultimo brano che sentiremo, mentre tra lupi ed esseri cornuti, ombre e paure arriveremo all’inevitabile elenco delle date dei concerti del tour del cantautore.

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